L’attualità di Leopoldo Franchetti

Seminario in occasione dell’uscita del secondo numero di Etica Pubblica. Studi su Legalità e Partecipazione

Per rivedere l’evento:

Anticorruzione e regolazione del lobbying: cinque intersezioni

Di Enrico Carloni e Francesco Merloni

Il tema delle regolazione delle lobbies si colloca all’incrocio tra questioni diverse, che rendono complesso affrontarlo anche da un punto di vista normativo: elemento fisiologico nel funzionamento delle istituzioni della democrazia pluralistica, il lobbismo è avvertito d’altro canto come aspetto potenzialmente patologico, perché capace di determinare lo sviamento nella cura dell’interesse pubblico a vantaggio di interessi particolari . Da qui la riconosciuta centralità del problema e, di converso, la sempre più diffusa tendenza ad affrontare il lobbying all’interno di una lettura «problematica» del fenomeno, che emerge in particolare nel quadro delle strategie di prevenzione della corruzione.
La questione può essere colta in modo esemplare ponendo attenzione al caso italiano, dove per lungo tempo il tema delle lobbies e dell’esigenza di una loro regolazione è stato d’altra parte a lungo oggetto di un doppio processo di «negazione», che da un lato discende dalla mancata presenza di una legislazione ad hoc e dall’altro giustifica questa assenza . Mentre ne resta in qualche modo «impossibile» la diretta regolazione, il lobbying finisce per essere avvertito anzitutto quale «rischio» per l’imparzialità e quindi quasi naturalmente intercettato dalle politiche di regolazione anticorruzione, maturate in Italia a partire dal 2012.
La logica dell’anticorruzione produce, in sostanza, una forte, e forse ineliminabile, intersezione tra «corruzione» e lobbying. L’obiettivo di questo contributo è quello di riflettere su questo collegamento e sulle specifiche manifestazioni di questo intreccio: per fare questo è però anzitutto necessario sviluppare alcune riflessioni preliminari.

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The regulation of lobbies is an issue that lies at the crossroads of different filds, which makes it complex to deal with, especially from a regulatory point of view. On the one hand, lobbying is a physiological element in the functioning of the institutions of pluralistic democracy; on the other hand, lobbying is perceived as a potentially pathological aspect, because it can lead to the abuse of public interest to the benefit of particular interests. This explains the importance of the problem and, conversely, the increasing tendency to approach lobbying within a ‘problematic’ reading of the phenomenon, which emerges in particular within the framework of corruption prevention strategies. The Italian case is a good example, since for a long time the topic of lobbies and the need for their regulation has been affected by a double process of ‘denial’, which on the one hand stems from the lack of specific legislation and on the other one justifies this absence. While direct regulation remains somewhat ‘impossible’, lobbying ends up being perceived first and foremost as a ‘risk’ in face of impartiality and therefore almost naturally intercepted by the anti-corruption regulatory policies that have developed in Italy since 2012. Essentially, the logic of anti-corruption produces a significant, and perhaps irreversible, intersection between ‘corruption’ and lobbying. The aim of this contribution is to reflect on this connection and on the specific manifestations of this connection.

I° Convegno della Rivista: Etica, pubblica amministrazione e scandali in una prospettiva comparativa

6 – 7 dicembre 2019, Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia

Si accettano proposte di interventi che riflettono sulla relazione tra etica pubblica, pubblica amministrazione e scandali, possibilmente con una prospettiva comparativa. Come infatti scrisse Giovanni Sartori “colui che conosce un solo paese non conosce niente”. L’etica pubblica può essere interpretata in diverse maniere: può essere riferita alla condivisione dell’idea di bene comune/interesse generale o al livello di integrità e universalismo esistente tra gli addetti all’amministrazione pubblica. Si può ipotizzare che più alta la condivisione di un’etica comune, minore il numero degli scandali che affliggono la pubblica amministrazione. Evidenze che confermano o contraddicono questa ipotesi sono benvenute. Le proposte di intervento dovrebbero rispondere ad alcuni quesiti principali: quale il livello dell’etica pubblica nei diversi paesi? Il sistema politico influisce e come su tale livello? Quali interventi normativi possono migliorare il rapporto tra etica e pubblica amministrazione ? Come si è evoluto storicamente il rapporto tra etica, pubblica amministrazione e scandali? I media possono contribuire a contrastare il malaffare e ad aumentare il livello di etica pubblica? Si accettano proposte di intervento basate su indagini empiriche, ma anche discussioni teoriche afferenti a diversi campi disciplinari (storico, giuridico, sociologico, ecc.)

Keynote speakers confermati:

  • Paul Heywood (University of Nottingham)
  • Sigurd Allern (University of Oslo)
  • Ester Pollack (Stockholm University)
  • Gianfranco Pellegrino (Luiss Guido Carli)

Le proposte di contributo verranno sottoposte ad un processo di peer review. Per partecipare, inviare un abstract di non più di 300 parole e una breve lettera di presentazione indicando la propria istituzione di riferimento e l’indirizzo e mail. Gli abstract ed eventuali richieste di chiarimento vanno inviati all’indirizzo redazione.eticapubblica@unipg.it. La deadline per presentare le proposte è il 20 settembre 2019. L’esito della selezione verrà notificato entro il 15 ottobre.

I migliori contributi presentati durante il convegno possono essere pubblicati nei prossimi numeri della rivista dopo aver superato un processo di blind review.

Si accettano proposte di intervento in Italiano e in Inglese.