Stricto sensu VS lato sensu? Regulating Participatory Processes Between «The Force of Law» and «The Force of Will»

By Giovanni Allegretti and Sheila Holz

In the last decade, different countries and governance levels have institutionalised several participatory mechanisms through a wide range of
diverse regulatory practices. This paper focuses on how and to what extent
various forms of regulation drive creativity and incentives, or generate
stiffness which risk to atrophy and jeopardise participatory processes’
capacity to create substantive forms of citizens’ engagement in policymaking.
The authors propose some reflections on the «liaisons dangereuses»
between the guarantee of continuity and the risks of ritualisation and
ossification of the various forms of participatory processes’ regulation,
and on their ability to establish themselves as permanent innovative
laboratories of creativity, spaces of responsibilisation of different actors
towards common interests and resilience, and adaptability of procedures.

La collaborazione per la legalità: il caso dei beni confiscati alla criminalità organizzata

Di Fabio Giglioni

La disciplina dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
presenta spunti di grande originalità che ha destato interesse anche
oltre i confini nazionali. Tra gli aspetti di maggiore importanza c’è senz’altro
il coinvolgimento delle organizzazioni civiche nella gestione dei
beni confiscati come contributo alla riappropriazione sociale del tema
della legalità. Il saggio analizza le condizioni per la realizzazione di forme
di collaborazione con la società civile utili a tal fine. In particolare, ciò
che viene evidenziato è l’ampliamento del novero dei soggetti titolati a
stabilire accordi di collaborazione a seguito dell’introduzione del codice
del terzo settore, le innovazioni organizzative delle politiche tese a favorire
la collaborazione e la capacità della collaborazione di rimediare anche
difetti applicativi della norma. Il saggio si conclude con l’evidenziazione
dei limiti dello strumento di collaborazione.

Fuga dalla gabbia d’acciaio in Europa. Opportunità e minacce per la sussidiarietà orizzontale e la cura condivisa dei beni comuni all’italiana

Di Daniela Ciaffi e Umberto Di Maggio

L’Italia come laboratorio pilota di sussidiarietà orizzontale è da anni
sotto l’attenta osservazione di studiosi, attivisti e policy makers internazionali interessati alla cura dei beni comuni attraverso azioni di interesse generale. Rispetto alla concezione verticale che l’Unione europea ha della sussidiarietà, è in un certo senso provocatorio il messaggio che circa 250 comuni italiani e un paio di regioni lanciano, implicitamente, quando pattuiscono quotidianamente forme di cogestione di spazi e servizi comuni.
Lo fanno infatti nel più orizzontale dei modi: alla pari con soggetti
diversi – pubblici, privati, gruppi, associazioni, gruppi e singoli abitanti
attivi – e attraverso migliaia di «patti di collaborazione»: dispositivi
tanto innovativi quanto ordinari che esistono nel diritto amministrativo
italiano, in quelle città e nei territori in cui la pubblica amministrazione
si doti di un «Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni
comuni». Il concetto teorico di «amministrazione condivisa» coniato
da Gregorio Arena nel 1997 sta rapidamente guadagnando movimento,
così che la cura condivisa dei beni comuni materiali e immateriali «all’italiana» fa ipotizzare agli autori di questo contributo che la democrazia si possa evolvere in direzione contributiva, come hanno iniziato a dire in Francia, ma solo a condizione di sfidare davvero alcuni ostacoli che oltre un secolo fa Max Weber iniziò a mettere a fuoco. Nel 1905 il celebre studioso avvertì della condizione di «gabbia di durissimo d’acciaio» per esplicitare il processo di burocratizzazione entro cui la modernità sembra ridursi. Perdita dello spirito vocazionale nella professione, discostamento da sommi valori nell’adempimento lavorativo, nonché mera ricerca di soddisfazione a passioni agonali e spinte competitive sembravano essere le uniche ratio motivazionali per quelle condotte divenute, ormai, «pietrificate», anche da parte di coloro che erano e sono oggi predisposti, in quanto pubblici amministratori, nell’espletamento di attività per il bene
comune e l’interesse generale.

Partecipazione e dissenso tra legalità formale, realtà sociale e democrazia costituzionale

Di Alessandra Valastro e Marco Damiani

Questo lavoro prende in esame il rapporto esistente tra società e
diritto, mettendo in evidenza la doppia relazionalità del rapporto tra le
due sfere di potere. In quest’ottica, si vuole evidenziare l’ambivalenza da
sempre esistente fra la necessità di orientare il cambiamento normativo
alle trasformazioni sociali e ai bisogni reali quali vanno evolvendosi, e la
necessità di regolare i rapporti di forza all’interno della società mediante
la forza del diritto positivo e la sua capacità prescrittiva. Snodo di questa
tensione è la partecipazione, quale strumento essenziale del sistema democratico,
che dovrebbe mantenere la legalità in costante dialogo con i
principi e i valori costituzionali. A partire da tali considerazioni il saggio
intende approfondire il non facile rapporto che si viene a determinare
fra legalità e partecipazione, esplorando talune traiettorie evidenziate
dai fenomeni partecipativi più recenti. Ne emergono spunti di riflessioni
tanto sul versante della «legalità per la partecipazione», ovvero dei modelli
regolativi attraverso i quali la seconda può essere recuperata ai propri
obiettivi democratizzanti, quanto sul versante della «partecipazione per
la legalità», ovvero delle forme attraverso le quali la seconda può contribuire
a ricondurre la legalità formale genericamente intesa ad una più
esigente legalità costituzionale.

  TitoloAutore
In this issuePaolo Mancini
Saggi 
Partecipazione e legalità. Dilemmi e sfide Alessandra Valastro,
Marco Damiani
Partecipazione e dissenso
tra legalità formale, realtà sociale
e democrazia costituzionale
(leggi abstract)
Alessandra Valastro,
Marco Damiani
Fuga dalla gabbia d’acciaio in Europa. Opportunità e minacce per la sussidiarietà orizzontale e la cura condivisa dei beni comuni all’italiana (leggi abstract)Daniela Ciaffi, Umberto Di Maggio
La collaborazione per la legalità: il caso dei beni confiscati alla criminalità organizzata (leggi abstract)Fabio Giglioni
Stricto sensu VS lato sensu? Regulating Participatory Processes Between «The Force of Law» and «The Force of Will» (leggi abstract)Giovanni Allegretti,
Sheila Holz
Letti e RilettiA cura di Francesco Clementi
Forum: Parole rinnovate per la Repubblica che verrà. A proposito di «Etica per le Istituzioni. Un lessico»Francesco Clementi
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Forum: interventoRoberta Sala
La libertà di espressione dei funzionari
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Note e commentiA cura di Nando Dalla Chiesa
Un paradiso abitato da diavoli. Stato dei diritti umani nel mondoEmanuele Russo
Diritti proclamati, diritti negatiPiero Basso